In occasione dell’uscita di “Live To Thrive”, abbiamo scambiato due chiacchiere con Marko Pavic, chitarrista e fondatore dei Pavic, per approfondire il nuovo album, la scena metal italiana e i progetti futuri della band.
1. Ciao Marko e benvenuto su Italian Metal Promotion. Partiamo subito da “Live To Thrive”: pensi che possa essere il vostro album più completo e rappresentativo?
Ciao e grazie per l’invito. Sono d’accordo. Penso che ogni album rappresenti il momento specifico in cui viene scritto. In più, ogni album è una crescita dal punto di vista artistico e di esperienza rispetto al precedente. “Live To Thrive” rappresenta il sound dei Pavic nel 2026. Sono molto soddisfatto del risultato finale.
2. Come hai visto evolversi la scena metal italiana negli ultimi anni?
Da quello che vedo, la scena metal italiana è viva e in continua evoluzione. Sempre più band riescono a farsi notare anche oltre i confini nazionali.
3. Quali sono le influenze che hanno maggiormente plasmato il tuo stile chitarristico e il sound dei Pavic?
Le influenze musicali sono veramente tante. Penso che qualsiasi cosa si ascolti in qualche modo, diretto o indiretto, influenzi quello che poi scrivo. Sono cresciuto ascoltando l’Hard Rock e il Metal anni ’80 per poi seguire anche tutto quello che è venuto dopo e prima (Rock anni ’70). Ci sono tanti chitarristi che mi piacciono in tutte le epoche musicali: Jimi Hendrix, Ritchie Blackmore, Van Halen, Yngwie Malmsteen, Gary Moore, John Sykes, Zakk Wylde, Marty Friedman… per citarne alcuni.

4. Come nasce solitamente un brano dei Pavic? Parti sempre dalla chitarra?
Un brano spesso nasce da un’idea sulla chitarra, che può essere un riff, un arpeggio, una melodia… qualsiasi cosa mi ispira e incuriosisce a elaborare l’idea e trasformarla in un brano. Non deve necessariamente partire dalla chitarra. Per esempio, certi brani sono partiti da idee nate suonando le tastiere. Anche se non sono un tastierista e ho una tecnica molto limitata su questo strumento, mi piace sperimentare per avere un approccio diverso da quello solito sulla chitarra.
5. Cosa pensi distingua i Pavic nel panorama metal attuale?
Cerco di andare avanti per la mia strada senza pensare troppo e senza paragonarmi agli altri; ognuno ha un suo percorso personale. Cerco di dare il massimo in quello che faccio, poi il risultato sarà valutato da chi ascolterà il lavoro fatto.
6. Avete in programma date live per promuovere “Live To Thrive”?
Abbiamo appena fatto la data di presentazione dell’album “Live To Thrive” al Wishlist di Roma. Al momento non abbiamo altre date in programma, ma è possibile che più avanti si organizzino altri concerti.

7. Qual è la tua opinione sulla fruizione digitale della musica?
Da ascoltatore, posso dire che la musica digitale offre molta comodità nell’avere a disposizione praticamente tutta la musica del mondo. Lo streaming permette di scoprire musica nuova o anche vecchia, che magari uno non ha seguito per questione di età. Personalmente, delle mie band preferite mi piace ancora avere il CD. Ho anche un po’ di vinili.
8. Quali sono i tuoi obiettivi personali come musicista e per la band?
L’obiettivo, sia personale che per la band, è crescere, andare avanti, scrivere musica senza porsi limiti e vedere dove si arriva. Quello che conta è il percorso che si fa, non la destinazione.
9. Concludi l’intervista come preferisci.
Grazie a tutti i lettori per l’attenzione. Vi invito ad ascoltare “Live To Thrive” e a farci sapere sui social cosa ne pensate. L’album è disponibile su tutte le principali piattaforme digitali, oltre che in CD su Bandcamp.com. Qui il link per ascoltarlo: li.sten.to/pavic-live-to-thrive
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