Intervista: AETHERNA

Gli Aetherna arrivano a Evathor con la consapevolezza di una band che ha attraversato cambiamenti, difficoltà e una crescita interna profonda, trasformando tutto questo in un lavoro intenso e personale. Il nuovo album non è solo un passo avanti dal punto di vista musicale, ma rappresenta una vera e propria rinascita, un punto di svolta in cui identità, visione e coesione trovano finalmente un equilibrio concreto. Tra istinto e cura del dettaglio, rabbia e introspezione, il disco mette in luce una dimensione più matura e consapevole, arricchita anche dall’ingresso della cantante Tamara Secci, che ha contribuito a ridefinire il suono e l’espressività della band. In questa intervista gli Aetherna raccontano la genesi di Evathor, il significato dei brani, le dinamiche interne e le sfide di muoversi oggi nella scena metal italiana, offrendo uno sguardo diretto e sincero su ciò che sono diventati e su dove vogliono arrivare.

1. Partiamo dal vostro ultimo lavoro, Evathor. Come nasce questo album e che momento rappresenta per la storia degli Aetherna?
Enzo Zappatore (Lead Guitar): Evathor nasce dalla nostra voglia di raccontare alcune nostre esperienze vissute nel nostro intimo, nelle quali abbiamo affrontato noi stessi e dalle quali abbiamo appreso chiavi importanti per fronteggiare tutto ciò che finora ci ha ostacolato. È, quindi, un momento topico per la band, anche perché vede tutti noi seguire, con determinazione, un unico obiettivo.
Joey (drummer): Evathor è un album che nasce da un preciso desiderio condiviso dalla band: quello di tirare fuori quello che avevamo dentro, noncuranti del risultato (quantomeno nelle fasi iniziali di composizione). Volevamo tracciare un segno nel punto in cui eravamo arrivati in termini di crescita come band e come musicisti. Possiamo riassumere il tutto dicendo che Evathor rappresenta la rinascita, esattamente come il risveglio del drago dal lungo sonno.

2. Rispetto ai vostri lavori precedenti sembra emergere una maggiore maturità sia nei suoni che nell’atmosfera generale. È stata un’evoluzione naturale oppure un cambiamento cercato?
Enzo Zappatore (Lead Guitar): Tutto, in questo lavoro, è nato in modo assolutamente istintivo. Questo non preclude il fatto che, in fase di produzione, abbiamo successivamente confezionato il materiale nel modo più accurato possibile, anche seguendo la professionalità di chi ci ha prodotto i brani.

3. L’ingresso di Tamara Secci alla voce ha portato una nuova dimensione alla band. In che modo la sua presenza ha influenzato la scrittura dei brani?
Band: Tamara ha portato qualcosa che ha donato originalità alla band, grazie alla sua esplosività umana ed artistica. Con lei abbiamo acquisito quella sanissima cattiveria di cui il nostro mood aveva decisamente bisogno. Grazie alla sua timbrica potente ed aggressiva, ci ha permesso di adattare ogni testo ed ogni linea melodica vocale alla sua identità artistica, completando il cerchio e colmando il divario sempre vissuto tra parte strumentale e parte vocale. Il tutto ha contribuito a rendere Evathor un prodotto da vivere e non solo da ascoltare.

4. Il singolo “Nemesis” è stato il primo assaggio del disco. Cosa rappresenta questo brano all’interno dell’album?
Tamara Secci (singer): È il pezzo più forte, non solo per la parte strumentale: è un vero punto di rottura, una forma di giustizia. “Nemesis” richiama anche il mito: è la nemesi che sconfigge Narciso. Rappresenta quel momento in cui una figura narcisista viene messa davanti al proprio riflesso e non può più nascondersi. Nel brano c’è questa dinamica di ribaltamento: da una parte la manipolazione e la perdita di sé, dall’altra la presa di coscienza e la rottura. È lì che nasce la trasformazione.
Enzo Zappatore (Lead Guitar): È un brano fondamentale che, oltre a rappresentarci perfettamente, segna l’inizio di un sound con cui continueremo a devastarvi le orecchie!!! È un brano dietro il quale si cela dolore e sofferenza che provano molte persone a seguito di quel tipo di esperienza che si vive con veri e propri demoni in carne ed ossa…
Vittorio Flumeri (Rhythm guitar): Sicuramente è il brano più veloce, scelto per il video soprattutto per la tematica trattata (il narcisista patologico). La parte sonora è semplicemente devastante, dove tutti ci esprimiamo al meglio.
Joey (drummer): Nemesis, in definitiva, è il sospiro finale! È il capitolo conclusivo di questo lavoro lungo, pensato e sentito, che porta il nome di Evathor. Incarna perfettamente lo spirito di questa band: nell’atto finale, quando ci si aspetta stanchezza, noi alziamo il tiro e urliamo più forte che mai. Il tema è importante e – ahimè – oggi fin troppo condiviso e frequente, malgrado il suo effetto devastante. Non potevamo non rappresentarlo con tutta la nostra rabbia, portata dalla rivalsa di chi spezza le catene della prigionia inferta da anime misere. Nemesis è un urlo di libertà e speriamo di ispirare molti a ribellarsi e a dire basta a chi si arroga il diritto di avvelenare la vita altrui.

5. Nei vostri pezzi convivono momenti molto energici e passaggi più atmosferici. Come lavorate per trovare l’equilibrio tra queste due anime della vostra musica?
Tamara Secci (singer): Abbiamo semplicemente messo insieme quello che siamo e tutto è emerso in modo naturale, non abbiamo cercato un equilibrio in modo consapevole; successivamente abbiamo pensato alle rifiniture.
Enzo Zappatore (Lead Guitar): Oltre l’istinto, c’è un lavoro accurato che consiste nello smembrare i brani e ricucirli in base a molteplici ascolti ed esperimenti, non perdendo mai di vista quello che richiede oggi chi vuole ascoltare musica metal.
Joey (drummer): Comporre un album “di pancia” come Evathor non è stato facile. Man mano che decidevamo di affrontare una tematica, le emozioni fluivano in maniera incontenibile. Ci trovammo nel punto in cui ogni sensazione veniva trasformata in musica, con il rischio che venisse fuori un caos sonoro incontrollabile. Ma pian piano abbiamo saputo domare il caos e trasformarlo in un lavoro omogeneo e ben strutturato. In questo ci ha aiutato molto il nostro produttore Andrea Madeccia (Mad House), che saluto.

6. Quanto conta per voi l’aspetto lirico e il messaggio dei testi nella costruzione di un album come Evathor?
Tamara Secci (singer): Per noi l’aspetto lirico ed il messaggio sono fondamentali. Non sono un elemento secondario, ma una parte integrante della costruzione dell’album. In Evathor ogni testo nasce da un’esigenza reale di esprimere qualcosa che riguarda l’introspezione, la crescita personale e il confronto con sé stessi. Le parole non sono lì solo per accompagnare la musica, ma per darle un significato più profondo e per guidare l’ascoltatore dentro un percorso. In questo senso, musica e testi procedono insieme e si influenzano a vicenda.

7. C’è una traccia del disco che sentite particolarmente rappresentativa della vostra identità attuale?
Tamara Secci (singer): Io direi “Nemesis”. Secondo me è il brano che più rappresenta la nostra identità attuale, sia per l’energia che per il significato. Racchiude il nostro approccio al conflitto e alla trasformazione, ed è probabilmente quello in cui ci riconosciamo di più in questo momento.
Enzo Zappatore (Lead Guitar): Io penso che un po’ tutti i brani siano rappresentativi, perché ognuno rispecchia una parte di noi. Se però dovessi indicarne uno, direi anche io Nemesis, se non altro per il sound più affine al nostro vero ‘essere metal’.

8. Guardando indietro al vostro percorso, quali sono stati i passaggi più importanti che vi hanno portato fino a questo lavoro?
Enzo Zappatore (Lead Guitar): Il nostro precedente disco, “Darkness Land”, ci ha permesso di acquisire tante informazioni importanti su come affrontare il mondo degli inediti e ci ha portato alla consapevolezza di quello che volevamo realmente. Ogni evento accaduto, come i cambi di line-up e i live, ha contribuito all’identità che abbiamo oggi.
Vittorio Flumeri (Rhythm guitar): Evathor, secondo me, altro non è che l’evoluzione di Darkness Land, tuttavia nettamente superiore sotto tutti gli aspetti. Lo si evince immediatamente dai primi secondi di ascolto: la maturità compositiva ed esecutiva raggiunta è su un altro livello.
Marco Di Marco (Bassist): Sicuramente un passaggio molto importante è stato quello di reagire all’ennesimo cambio della singer e al modo in cui non abbiamo perso le speranze. Dietro ogni cambiamento rimane un buco e un profondo senso di amarezza. L’arrivo di Tamara, la naturalezza con cui si è amalgamata al gruppo e la sua bravura nel rendere suo un repertorio che era già quasi del tutto strutturato, ha giocato un ruolo importante. Non credo sia facile per un cantante fare quello che ha fatto lei. Si è vista davanti una band solida, con una storia ed una struttura forgiata negli anni; un repertorio che, dal punto di vista strumentale, era quasi pronto. È stata chirurgica ed efficace.

9. Com’è oggi muoversi nella scena metal italiana con una proposta come la vostra?
Tamara Secci (singer): Abbiamo avuto riscontri molto positivi, sia a livello di pubblico che di feedback da parte di chi ha ascoltato il disco. Siamo in una fase in cui il nostro obiettivo è far conoscere il più possibile la nostra musica, cercando connessioni sia a livello locale che oltre i confini italiani.
Marco Di Marco (Bassist): Rispetto agli anni ’80, quando band come i Vanadium, i RAF e Strana Officina giravano per l’Europa o in America, avrei detto che era fantastico. Ora, a parte i Lacuna Coil, non vedo band che hanno varcato il confine con successo: forse è un segno del poco interesse verso l’Italia o della difficoltà di emergere in un paese notoriamente schivo al metal. Gli Aetherna, come tutte le altre band che offrono buona musica (e ce ne sono tante), devono lottare ogni giorno per un minimo spazio, e questa cosa richiede molte energie (forse troppe).
Enzo Zappatore (Lead Guitar): Non è semplice, visto il numero di band e la dispersione di questo genere in tantissimi sottogeneri, che spesso genera confusione e poca attenzione alle reali qualità di una band. Ma noi continuiamo con il nostro percorso senza mai voltarci.

10. Dopo l’uscita dell’album, quali saranno i prossimi passi degli Aetherna?
Tamara Secci (singer): Faremo alcune date in Italia e all’estero e, intanto, stiamo già lavorando al prossimo album. Continueremo a evolverci ancora, diciamo che abbiamo in mente qualcosa che potrebbe cogliere un po’ di sorpresa.

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