Full-length, My Kingdom Music (2026)
Dopo Lost Eternally (2019), i Chalice of Suffering tornano finalmente con “The Raven Cries One Last Time”, segnando un nuovo capitolo nella loro evoluzione artistica e confermando una continuità stilistica che, pur senza stravolgimenti, mostra una band più consapevole e focalizzata. Se il secondo album rappresentava una piena affermazione del loro linguaggio Funeral Doom / Atmospheric Death Doom, questo nuovo lavoro ne appare come la naturale prosecuzione, più intensa, più emotiva e più rifinita.
Già in Lost Eternally la band aveva dimostrato una notevole capacità di costruire composizioni lunghe e atmosferiche, basate su tempi lentissimi e su un uso misurato ma efficace delle tastiere, delle parti narrate e delle variazioni vocali. In “The Raven Cries One Last Time” questi elementi non solo vengono ripresi, ma assumono un ruolo ancora più centrale nel definire l’identità del disco. L’approccio resta profondamente funebre, ma l’accento si sposta sempre più dalla mera pesantezza verso l’espressione del dolore e della perdita, rendendo l’ascolto meno opprimente sul piano fisico e molto più devastante su quello emotivo.

Come nel predecessore, anche qui le composizioni si sviluppano lentamente, lasciando spazio alle atmosfere e alla stratificazione dei suoni. Tuttavia, se in Lost Eternally le tastiere e i passaggi narrati erano utilizzati come strumenti di variazione all’interno di strutture piuttosto classiche, nel nuovo album diventano veri e propri pilastri narrativi. I growl death rimangono profondi e cavernosi, ma sono affiancati con maggiore frequenza da spoken word cupi e ritualistici, che rafforzano la sensazione di assistere a un racconto in musica, più che a una semplice sequenza di brani.
Le chitarre mantengono quel carattere monolitico e rallentato già apprezzato nel secondo album, ma risultano ora più espressive e melodiche. Se in Lost Eternally brani come la title-track o “Miss Me, But Let Me Go” spiccavano per intensità e cambi di tempo, in “The Raven Cries One Last Time” l’impatto deriva soprattutto dalla coesione emotiva: ogni riff, ogni accordo sembra studiato per sostenere un’atmosfera di lutto costante e ineluttabile. La malinconia non emerge più solo in momenti isolati, ma permea l’intero disco.
Un elemento di continuità particolarmente significativo è l’uso degli strumenti non convenzionali. Se in Lost Eternally le cornamuse apparivano in modo piuttosto sporadico – memorabile ma limitato all’apertura di “In The Mist of Once Was” – nel nuovo album esse vengono integrate con maggiore decisione, insieme a flauti e tastiere, contribuendo a un senso di antica ritualità e di tragedia senza tempo. Questa scelta dona finalmente alla band quel tocco di originalità che nel secondo album sembrava solo accennato.
Anche dal punto di vista concettuale, “The Raven Cries One Last Time” si pone come un’evoluzione naturale. Là dove Lost Eternally raccontava una sofferenza intima, quasi introspettiva, il nuovo lavoro sembra voler amplificare quel dolore fino a renderlo universale. Brani come “Another Night in Pain” o “Fading Memories” non cercano colpi di scena, ma insistono su un crescendo emotivo lento e logorante, culminando nella title-track, vero manifesto dell’album.
In definitiva, se Lost Eternally era un disco solido e convincente, capace di soddisfare gli amanti del doom più estremo, “The Raven Cries One Last Time” rappresenta un passo avanti in termini di maturità, intensità e personalità. I Chalice of Suffering non reinventano il genere, ma dimostrano di aver trovato una voce propria, più sicura e più dolorosamente autentica. Un ritorno atteso che non delude e che consacra definitivamente la band come una delle realtà più credibili e profonde del Funeral Death/Doom contemporaneo.
Abigail
Tracklist:
1. Another Night in Pain
2. In the End…
3. All That Has Withered
4. Fading Memories
5. I Don’t Want to Fight…
6. The Raven Cries…
Line-up:
Nikolay Velev – guitars, keyboards
John McGovern – vocals
Will Maravelas – guitars
Neal Pruett – bass
Kevin Murphy – bagpipes
Aaron Lanik – drums
