Recensione: DARKHOLD “Centuries of Purgatory”

Full-length, Nadir Music (2026)

Dopo aver costruito il proprio debutto “Tales From Hell” attorno a un immaginario che intrecciava Dante e personaggi delle fiabe, i Darkhold compiono un passo coraggioso con “Centuries of Purgatory”. Il secondo capitolo della band lombarda abbandona infatti la dimensione fantastica per addentrarsi in un territorio molto più scomodo: quello dell’esistenza quotidiana, delle contraddizioni umane e di un purgatorio che non appartiene più alla letteratura, ma alla realtà contemporanea.

Fin dalle prime battute è evidente come il gruppo abbia scelto di evolvere senza tradire le proprie radici. Il thrash metal che aveva caratterizzato il debutto resta il fulcro della proposta, ma il songwriting appare più maturo, più oscuro e soprattutto più consapevole. Le canzoni rinunciano a parte dell’immediatezza narrativa del predecessore per concentrarsi su atmosfere più dense e sfaccettate, costruendo un percorso sonoro che riflette il disagio e l’alienazione del mondo moderno.

La forza di “Centuries of Purgatory” risiede proprio nella sua capacità di trasformare temi universali in energia musicale. I riff mantengono l’aggressività tipica della scuola Bay Area che ha influenzato la formazione fin dagli esordi, ma vengono inseriti in strutture più articolate e dinamiche. Le chitarre lavorano costantemente tra impatto e costruzione atmosferica, mentre la sezione ritmica sostiene l’intero impianto con precisione e potenza.

Anche la prova vocale di Claudio Facheris appare particolarmente convincente. Il suo approccio diretto e tagliente riesce a trasmettere tensione senza cadere nell’eccesso, accompagnando testi che puntano meno sulla narrazione fantastica e più sull’esplorazione delle fragilità umane. È una scelta che conferisce all’album una profondità emotiva superiore rispetto al debutto.

Sul piano produttivo, il lavoro svolto presso i Nadir Music Studios contribuisce a valorizzare ogni dettaglio. Il suono è robusto, moderno e definito, ma conserva quella componente organica che permette ai brani di respirare. La band evita la trappola della compressione eccessiva e lascia spazio alle dinamiche, elemento fondamentale per un disco che fa dell’intensità emotiva uno dei suoi punti di forza.

Ciò che rende davvero interessante “Centuries of Purgatory” è però la sua volontà di crescere. I Darkhold non cercano di replicare la formula di “Tales From Hell”, ma utilizzano l’esperienza accumulata per ampliare il proprio linguaggio musicale. Il risultato è un album che conserva l’anima thrash degli esordi, pur spingendosi verso territori più oscuri, simbolici e introspettivi.

In un panorama dove molte band sembrano inseguire nostalgicamente il passato, i Darkhold dimostrano che l’evoluzione è ancora possibile. “Centuries of Purgatory” non è soltanto il naturale seguito del debutto: è il disco che certifica la maturazione artistica della band e la sua ambizione di occupare uno spazio sempre più rilevante nella scena metal italiana.

Un lavoro intenso, compatto e ricco di personalità, che conferma come il vero purgatorio raccontato dai Darkhold non sia un luogo dell’aldilà, ma il mondo che ci circonda ogni giorno.

Abigail

Tracklist:
1. Ghost Shadows
2. Roots Of Arrogance
3. The Slithering
4. Jangled Nerves
5. Indolence Delight
6. All Mine
7. The Hunger Cave
8. Lost In Lust
9. Fade Haze Away

Line-up:
Giuseppe Celeste – Bass
Jacopo Casadio – Drums
Eros Mozzi – Guitars
Giovanni Casagrande – Guitars
Claudio Facheris – Vocals

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