Arcane Tales, il progetto one-man band di Luigi Soranno, torna con Ancestral War, un album che fonde atmosfere epiche, narrazione fantasy e potenza metal. In questa intervista, Luigi ci guida nel cuore creativo del disco, svelando come nasce il suo mondo immaginario, come affronta ogni fase della produzione e quali sono le ispirazioni che animano le sue composizioni.
1. Luigi, Ancestral War è un album che richiama immediatamente atmosfere epiche e battaglie leggendarie: come nasce il concept alla base del disco?
Diciamo subito che non si tratta di un concept vero e proprio, ma di un album con un comune denominatore tra quasi tutti i brani. I testi, come anche quelli degli album precedenti, sono ispirati a vari avvenimenti narrati nei miei libri fantasy, scritti e pubblicati nel 2009 e 2013. Questa volta abbracciano per lo più tematiche legate a momenti di battaglia.
2. Il titolo suggerisce un conflitto antico e radicato: che tipo di storia o universo narrativo hai voluto costruire?
Il titolo si ispira a un breve frammento della guerra ancestrale, scatenatasi durante la creazione di Shàranworld, il mondo che ho creato nei miei libri fantasy. Racchiude e rappresenta tutte le tematiche battagliere dell’album.
3. Arcane Tales è una one-man band: quanto influisce questo aspetto sul processo creativo di un album come Ancestral War?
Credo che la passione sia il vero propellente che mi spinge ogni volta a mettermi alla prova. Ogni album è un’impresa enorme. Chi è coinvolto in un progetto “one-man band” può capire benissimo di cosa parlo. Per ultimare Ancestral War mi ci è voluto circa un anno di lavoro, sfruttando al massimo il tempo libero trovato nella mia vita professionale e personale.
4. Rispetto ai lavori precedenti, questo disco rappresenta un’evoluzione del tuo sound o una sua naturale continuazione?
Sicuramente è l’album con una produzione che più si avvicina al sound che ho sempre avuto in mente per le mie canzoni. È il risultato naturale di tanta ricerca maturata negli anni e, perché no, anche dei tanti errori compiuti lungo il percorso.

5. Dal punto di vista compositivo, come lavori per ottenere quell’impatto epico e cinematografico che caratterizza i brani?
Non credo sia sempre facile da spiegare a parole. Ci sono cose che mi vengono molto naturali e che, in qualche modo, riescono a sprigionare l’epicità che desidero. Probabilmente la mia passione per il genere cinematografico, sinfonico e fantasy contribuisce a rendere il tutto così intenso.
6. Nei tuoi pezzi si percepisce un equilibrio tra melodia e potenza: è qualcosa che ricerchi consapevolmente o nasce in modo spontaneo?
Come detto, credo sia qualcosa che emerge in maniera spontanea e genuina. Non faccio calcoli eccessivi: se ciò che compongo mi piace, porto avanti l’idea, altrimenti passo oltre. In fin dei conti, creo quello che vorrei ascoltare in un disco.
7. Quanto è importante per te la componente narrativa nei testi rispetto all’aspetto puramente musicale?
Il testo spesso indirizza il mood del brano, quindi è molto importante. Lavoro a testi e musica contemporaneamente per essere ispirato su entrambi i fronti. Altre volte compongo prima e scrivo il testo in un secondo momento. Non c’è una regola fissa per me.
8. Essendo l’unico membro del progetto, come gestisci tutte le fasi della produzione, dalla composizione alla realizzazione finale del disco?
La fase di registrazione non è un problema, anzi, è probabilmente la più veloce, dato che mi occupo di tutto personalmente. La composizione richiede più tempo, ma è anche la parte più divertente e appagante. I mesi più impegnativi sono quelli dedicati al mixaggio e al mastering, ma sono fasi che amo sempre di più, nonostante la mole di lavoro.
9. Hai delle influenze particolari che hanno guidato la direzione di Ancestral War?
Negli ultimi anni ho ascoltato molto death metal sinfonico, quindi il lato più “dark” può essere stato influenzato da questo. Per il resto, seguo le stesse influenze di sempre, ma ormai scrivo quello che sento dentro, senza preoccuparmi troppo di essere ispirato da qualcuno in particolare.
10. Guardando al futuro, questo album rappresenta un punto di arrivo o l’inizio di una nuova fase per Arcane Tales?
Direi entrambi: un ottimo punto d’arrivo e un solido punto di partenza su cui continuare a lavorare, crescere e condividere la mia passione con un pubblico sempre più vasto.
